Il gioco dell’attesa
L’orologio sulla parete dell’ospedale ticchettava monotonamente, segnando il passare del tempo mentre la famiglia attendeva l’ignoto. Le infermiere entravano e uscivano dalla stanza, impegnate nei loro compiti, offrendo sorrisi rassicuranti che non raggiungevano gli occhi. Zahra, con il suo sguardo innocente, ogni tanto alzava lo sguardo e chiedeva quando la mamma avrebbe giocato di nuovo con lei. Ogni momento di attesa sembrava un’eternità, con l’apprensione che minacciava di disfare il fragile arazzo della calma.

Il gioco dell’attesa
